Infedeltà e trauma dell’attaccamento: conseguenze del tradimento sulla salute psicologica e approcci terapeutici

Infedeltà e trauma dell’attaccamento: conseguenze del tradimento sulla salute psicologica e approcci terapeutici

L’infedeltà sessuale ed emotiva è un’esperienza dolorosa che può compromettere la durata e la qualità di una relazione sentimentale e il benessere dei partner.
Essa è spesso associata al divorzio e, anche quando le relazioni continuano a rimanere in piedi dopo dei tradimenti, favorisce un clima generale di negatività e disforia.  

Se l’infedeltà emotiva è, inoltre, accompagnata da infedeltà sessuale la relazione principale ne rimane fortemente pregiudicata.

Secondo alcune osservazioni cliniche e ricerche effettuate, l’infedeltà può essere vissuta come una vera e propria esperienza traumatica in cui le vittime di infedeltà mostrano reazioni emotive, cognitive e comportamentali simili a quelle di un disturbo da stress post-traumatico: alti livelli di ansia,  ruminazione ossessiva, flashback o immagini intrusive di infedeltà, intorpidimento emotivo e depressione.
Questi sintomi sorgono di solito dopo la scoperta dell’infedeltà, ma ci sono persone che possono manifestarli anche dopo degli anni.

Secondo gli autori, il motivo del trauma risiede nel fatto che l’infedeltà porta ad una frantumazione di convinzioni fondamentali, necessarie per la propria sicurezza emotiva, per cui la vittima nel suo profondo sente violate le certezze e la fiducia nei confronti del partner.

Il tradimento può risultare, dunque, come danno all’attaccamento, facendo crollare il senso di sicurezza, di protezione e di fiducia interpersonale che si vorrebbero alla base di una relazione significativa.

In questo articolo analizziamo le conseguenze emotive, cognitive e comportamentali del tradimento, il possibile legame con la teoria dell’attaccamento e gli approcci terapeutici più efficaci per superare questa ferita relazionale.

L’infedeltà come ferita dell’attaccamento

Secondo la Teoria dell’attaccamento, le relazioni interpersonali in età adulta riflettono le caratteristiche delle relazioni di attaccamento durante l’infanzia.

Sia durante l’infanzia sia durante l’età adulta, l’amore, seppur nelle sue varianti espressive congrue al ciclo di vita, implica un pattern tipico di manifestazioni quali il contatto visivo, abbracci, baci, carezze, sorrisi, il desiderio di essere consolati dal partner quando si è angosciati, oppure esperienze di ansia, rabbia, tristezza in seguito a separazione e perdita e, ancora, sentimenti di felicità e gioia al momento del ricongiungimento.
L’attaccamento tra neonato e caregiver e il legame di coppia in età adulta possono essere visti come espressioni di uno stesso processo di base.

Il tradimento, in questo senso, comporterebbe una ferita al legame di attaccamento per cui il partner romantico adulto finisce per perdere la sua funzione di base sicura e può far entrare la vittima di infedeltà in uno stato di forte disagio psicologico tale da riflettere la condizione di un bambino che soffre di attaccamento disorganizzato.

Cos’è l’attaccamento disorganizzato: un cenno

attaccamento disorganizzato

L’attaccamento disorganizzato nel bambino può nascere da precoci esperienze traumatiche nella relazione con la sua figura di attaccamento, la quale dovrebbe essere fonte di protezione, ma diventa essa stessa fonte di pericolo e minaccia.

La figura di attaccamento risulta, pertanto, imprevedibile e incostante, generando confusione e ambivalenza nel bambino che si trova nella situazione paradossale di dover chiedere supporto a chi allo stesso tempo lo spaventa.

L’obiettivo di trovare rassicurazione e protezione nel suo principale caregiver non trova realizzazione ma, anzi, seppur spinto per necessità a cercarne la vicinanza, ne è contemporaneamente impaurito.
Il sistema di attaccamento entra allora in cortocircuito: il bambino inizia a manifestare e a sviluppare pattern disfunzionali di risposta emotiva, comportamenti contradditori e reazioni bizzarre al disagio sperimentato.

Il fatto che il bambino non sia in grado di risolvere in modo efficace ed organizzato questo travolgente disagio emotivo caratterizza l’attaccamento disorganizzato come una condizione di “paura senza sbocco”.

Le conseguenze dell’infedeltà sulla salute psicologica

conseguenze dell'infedeltà e del tradimento sulla salute psicologica

L’infedeltà può generare conseguenze psicologiche e comportamentali che richiamano l’ambivalenza e il disorientamento di uno stile di attaccamento disorganizzato.

Essa contribuisce a scatenare in chi la subisce diverse manifestazioni di disregolazione emotiva, determinando un impatto negativo sulla salute mentale del partner tradito e favorendo comportamenti disadattivi e dannosi.

  • Conseguenze emotive dell’infedeltà

Un trauma da attaccamento basato sull’infedeltà può scatenare un aumento della rabbia, sentimenti di vergogna, forte gelosia, paura e intensa tristezza.

Dopo la scoperta di infedeltà, se la relazione non viene rapidamente interrotta, tanto il traditore quanto la persona tradita entrano in un clima di profondo turbamento emotivo, caratterizzato da notevole astio, conflitti e indecisioni riguardo al futuro della relazione.
I partner traditi possono oscillare tra il desiderio di salvare la relazione e la determinazione a porvi fine.

Questa fase emotivamente intensa può essere seguita da una fase di acquietamento con minore reattività emotiva e il tentativo di dare un senso all’infedeltà.

  • Conseguenze cognitive dell’infedeltà

L’infedeltà può avere significative conseguenze cognitive.

Il tradimento, infatti, può devastare le convinzioni di sicurezza e stabilità nelle relazioni sentimentali, generando la percezione di perdita di controllo e vissuti di disperazione.

Allo stesso tempo, il tradimento può minare la capacità della vittima di fidarsi degli altri.
E’ intuibile che la persona tradita porti in una futura relazione un senso di insicurezza, spiccata gelosia ed anche pensieri dai tratti paranoici per possibili future infedeltà.

Dal punto di vista dell’attaccamento, la rottura delle convinzioni fondamentali di stabilità e sicurezza non è sorprendente, considerando che il partner infedele non può ormai più fungere da fonte di protezione per il partner tradito.

Secondo alcuni autori, i coniugi traditi potrebbero non vedere più il mondo come un luogo sicuro e prevedibile perché la relazione extraconiugale ha violato una convinzione fondamentale sul matrimonio: che entrambi i partner siano emotivamente e sessualmente impegnati l’uno con l’altro e con nessun altro.
Il partner infedele, in altre parole, ha leso l’attaccamento e non è più rappresentato come base sicura.

L’infedeltà può compromettere anche la fiducia in se stessi e l’autostima.
L’indebolimento dell’autostima favorisce dubbi sulla propria desiderabilità sentimentale rispetto ad altri potenziali partner e può contribuire all’autocolpevolizzazione della vittima di infedeltà.

La combinazione di diminuzione dell’autostima, autocolpevolizzazione, percezione di perdita di controllo, rottura delle convinzioni di sicurezza e fiducia nella relazione può spiegare l’associazione tra infedeltà e depressione.

Inoltre, è stato riscontrato che gli episodi depressivi si riducono quando la vittima di infedeltà avvia procedure di divorzio, mentre aumentano quando è il coniuge infedele a prendere questa decisione.
Nel secondo caso, infatti, i partner traditi si ritrovano doppiamente feriti sia dal tradimento sia dal successivo desiderio del partner di andarsene.

Sempre sul piano cognitivo, l’infedeltà è capace di favorire un’alterazione delle funzioni esecutive, simili a quelle del disturbo da stress post-traumatico.
Sono comuni la ruminazione ossessiva sull’infedeltà, le difficoltà di concentrazione, l’intorpidimento emotivo o l’iperattivazione emotiva, immagini intrusive e flashback, modalità di soppressione di emozioni vissute come dirompenti e intollerabili.

Se consideriamo la prospettiva dell’attaccamento, e considerando in particolare lo stile di attaccamento disorganizzato, tale sintomatologia può essere letta come l’esito della perdita di una base sicura e della rappresentazione dell’altro in forma ambivalente: fonte di cura (ormai illusoria, ma di cui si sente ancora il bisogno) e allo stesso tempo fonte di forte sofferenza.

  • Conseguenze comportamentali dell’infedeltà

Le conseguenze emotive e cognitive di un tradimento possono manifestarsi anche a livello comportamentale con condotte disadattive.
Se la persona tradita non ha buone strategie di regolazione emotiva, è facile che metta in atto comportamenti disorganizzati mediante i quali cerca di distaccarsi o di anestetizzare l’intensa sofferenza emotiva conseguente all’infedeltà subita.

Nelle vittime di infedeltà si registra una riduzione dell’assunzione di cibo, di contro un aumento del consumo di alcol e droghe, disturbi del sonno.

Può facilmente accadere che la vittima di infedeltà metta in atto comportamenti ostili, rabbiosi e vendicativi nei confronti del partner infedele.
Può avere, infatti, reazioni di infedeltà punitiva, rispondendo al tradimento con la stessa medaglia.

Allo stesso tempo si possono riscontrare violenza fisica e aggressioni con eventuali esiti funesti, soprattutto se le vittime sono uomini e se tali esperienze si manifestano all’interno di culture patriarcali dove il tradimento è concepito come una ferita al proprio “onore”.

Dal punto di vista teorico, si tratterebbe di modalità di risposta esternalizzanti disorganizzate reattive al trauma dell’attaccamento.

Oltre a condotte esternalizzanti altamente distruttive, la vittima di infedeltà può diventare ipervigile e controllante, diffidente e attenta ad ogni dettaglio riguardante la vita del partner, impegnandosi in azioni investigative dal carattere ossessivo: registrare gli orari degli impegni e delle uscite, monitorare segretamente messaggi e social network, controllare vestiti e affetti personali, pedinare, utilizzare sistemi di geolocalizzazione ed altro.

Allo stesso tempo, la vittima può impedire al partner di uscire se non per lavoro, vietare di incontrare persone o frequentare certi contesti, precludere l’uso di cellulare e di altri dispositivi.

Secondo una prospettiva attaccamentista, queste condotte esprimono la forte ambivalenza emotiva che la vittima sperimenta, un’ambivalenza che evoca la dolorosa contraddittorietà dello stile di attaccamento disorganizzato:  da una parte ci sono rabbia, paura e sfiducia nei confronti del partner, dall’altra c’è una spinta a ricercare in lui riconciliazione e vicinanza, nonostante sia fonte di dolore.

Per ultimo, ma non meno importante, l’infedeltà può essere vissuta come un trauma insuperabile, generando ideazioni e tentativi suicidari.

Come superare un tradimento: gli approcci terapeutici

superare il tradimento e l'infedeltà - terapia

Pochi studi empirici hanno affrontato l’efficacia della psicoterapia nel trattamento del disagio psicologico conseguente all’infedeltà.

Dai risultati è emerso che la terapia di coppia è efficace nel ridurre la sintomatologia post-traumatica, la sintomatologia depressiva e la sofferenza coniugale in generale, migliorando la soddisfazione relazionale.

In particolare, un orientamento terapeutico che ha raccolto un solido supporto scientifico è la Terapia focalizzata sulle emozioni (EFT). Essa si è dimostrata efficace nell’aiutare i partner a risolvere le ferite dell’attaccamento e dell’infedeltà, intervenendo sulle modalità comunicative e comportamentali disfunzionali che contribuiscono ad alimentare la sfiducia e a compromettere la sicurezza dell’attaccamento.

Nell’ambito del paradigma teorico dell’EFT, alcuni autori hanno sviluppato un approccio terapeutico chiamato “Modello di risoluzione delle ferite di attaccamento” che pone al centro degli obiettivi la promozione del perdono e la riconciliazione.
In un loro studio di efficacia condotto su 24 coppie, il 63% del campione ha ottenuto miglioramenti clinicamente significativi nella gravità del trauma da attaccamento, un miglioramento della soddisfazione coniugale ed una maggiore propensione al perdono da parte del partner.
Tali risultati sono stati mantenuti a tre anni di follow-up.

Relativamente alla terapia individuale, non ci sono ricerche sull’efficacia nel trattamento del danno da infedeltà, sebbene essa possa certamente considerarsi utile nell’aiutare ad elaborare le ferite dell’attaccamento e a gestire le sue conseguenze sul funzionamento psicosociale della persona coinvolta.

In particolare la psicoterapia individuale può favorire:

  • una migliore gestione di emozioni dirompenti come rabbia, profonda tristezza o stati depressivi;
  • la giusta presa di decisione sul rimanere o andarsene dalla relazione;
  • la ricerca e la costruzione di una rete di supporto sociale e/o familiare per contrastare disperazione e solitudine;
  • il prendersi cura di se stessi per recuperare il proprio benessere psico-fisico, contrastare condotte autodistruttive e riprogrammare la propria vita.

Conclusioni: ricostruire la fiducia e la sicurezza

L’infedeltà può essere un’esperienza altamente dolorosa in grado di compromettere la sfera emotiva, cognitiva e comportamentale di chi la subisce.
Essa, infatti, può configurarsi come un danno dell’attaccamento, distruggendo le convinzioni di fiducia, sicurezza e protezione che ci si aspetta in un legame sentimentale significativo.

La rottura di queste aspettative può generare profondo turbamento emotivo e conseguente disregolazione che riflettono verosimilmente le esperienze traumatiche di un attaccamento disorganizzato.

Comprendere il significato che l’infedeltà ha per la vittima, analizzare come il suo disagio e le relative conseguenze si manifestano, quali eventuali ferite emotive ha aperto o riacutizzato, è fondamentale per aiutare il partner tradito a trattare individualmente o in coppia questa tragica esperienza e favorire un riadattamento che consenta di superare la disregolazione e la dissoluzione profonda del senso di fiducia interpersonale.

Dott. Spinelli

Riferimenti:

– Shrout M.R., Weigel D.J. (2018). Infidelity’s aftermath: Appraisals, mental health, and health-compromising behaviors following a partner’s infidelity. Journal of Social and Personal Relationships, 35(8), 1067–1091.

– Greenberg L., Warwar S., Malcolm W. (2010). Emotion-focused couples therapy and the facilitation of forgiveness. Journal of Marital and Family Therapy, 36(1), 28–42.

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