Pensieri automatici e funzionamento sessuale: potenziali cause cognitive delle disfunzioni maschili e femminili

Pensieri automatici e funzionamento sessuale: potenziali cause cognitive delle disfunzioni maschili e femminili

In passato c’è stato un notevole incremento di interesse sugli effetti che i fattori cognitivi hanno sulla risposta sessuale. Oggi è scientificamente riconosciuta l’idea che variabili cognitive, in particolare i pensieri automatici ed i processi attentivi, giocano un ruolo importante nelle reazioni sessuali e contribuiscono alla comprensione dei processi coinvolti nelle disfunzioni sessuali.

Ma cosa sono questi pensieri automatici?

I pensieri automatici consistono in immagini e/o in pensieri che si caratterizzano per il fatto di presentarsi in modo involontario e spontaneo, di essere transitori e fugaci; hanno la forma di singole frasi, singole parole ed immagini coerenti con l’assetto di personalità e lo specifico stato affettivo del momento.

Alla base di questi pensieri automatici vi sono schemi cognitivi più profondi e credenze centrali con cui un individuo attribuisce significato ed interpreta gli eventi. In altre parole, il modo in cui una persona “legge” se stesso e la realtà circostante dipende da tali credenze di base che si manifestano spesso attraverso pensieri automatici involontari i quali, a loro volta, condizionano le risposte emotive e comportamentali in una data circostanza.

Secondo certe teorizzazioni cognitive, i vari fenomeni psicopatologici sono associati a distinte credenze di base e specifici pensieri automatici.

Le ricerche sulla relazione tra pensieri automatici negativi e problemi sessuali

In ambito sessuologico, negli anni diversi studi hanno indagato l’impatto dei fattori cognitivi sul funzionamento sessuale ed i relativi disturbi.

E’ stato evidenziato, ad esempio, come negli uomini i livelli di erezione decrescono significativamente e progressivamente se, durante l’esposizione a materiale erotico, viene fatto eseguire un compito distraente. Risultati più interessanti da un punto di vista clinico provengono da ricerche che hanno confrontato uomini con disfunzioni sessuali e uomini che non presentano tali problematiche. Diversamente dai soggetti “sani”, i partecipanti con disfunzione erettile non mostravano una riduzione dei livelli di erezione mentre svolgevano compiti distraenti durante l’esposizione a stimoli erotici. Infatti, i soggetti con disfunzioni sessuali erano già focalizzati su stimoli non erotici, ovvero le personali preoccupazioni sulle risposte sessuali (in questo caso l’erezione), trascurando invece gli stimoli erotici a cui erano esposti. Gli autori conclusero che essi avevano solamente spostato l’attenzione da stimoli non erotici (preoccupazioni sulle risposte sessuali) ad altri stimoli non erotici (i compiti distraenti), senza per questo avere implicazioni sui livelli di erezione.

Ricerche più recenti hanno confermato tali risultati, sottolineando come mentre gli uomini senza disfunzioni, se esposti ad eventi sessuali, focalizzano la loro attenzione sugli stimoli erotici, gli uomini con disfunzioni sessuali si focalizzano su pensieri negativi riguardanti le dannose conseguenze di una scarsa performance o, comunque, su altri stimoli non erotici. Si è visto che anche le donne con alti livelli di distrazione cognitiva (ovvero attente alla performance sessuale e su come appare il corpo, piuttosto che su stimoli erotici) presentano livelli bassi di gratificazione sessuale ed un numero minore di orgasmi durante l’attività sessuale stessa.

I risultati consentono di confermare che l’attenzione focalizzata su stimoli non erotici interferisce negativamente con la risposta sessuale e che i soggetti con disfunzioni sessuali presentano un numero significativamente maggiore di pensieri negativi durante l’attività sessuale rispetto ai soggetti che non soffrono di tali disturbi.

Inoltre, sono state riscontrate anche delle differenze riguardo ai meri contenuti di tali pensieri negativi. In particolare per quel che concerne le donne con disfunzioni sessuali, emergono pensieri di fallimento, di distacco relazionale, carenza di pensieri erotici e pensieri di abuso sessuale: “non sono soddisfatta dal mio partner”, “non mi sto eccitando”, “quando finirà tutto questo”, “è disgustoso”, “se rifiuto di fare sesso, lui mi tradirà”, “lui vuole solo soddisfare se stesso”.

Per quel che riguarda gli uomini con disfunzioni sessuali, prevalgono pensieri sui livelli di erezione, di fallimento anticipatorio e carenza di pensieri erotici durante l’attività sessuale. Questo dimostra che tali individui, piuttosto che “sentire e vivere” gli stimoli erotici, si focalizzano sulla paura di fallire e sulle conseguenze catastrofiche: “sono condannato a fallire”, “lei mi rimpiazzerà con un altro ragazzo”, “devo avere una buona erezione”, “perché non mi sto eccitando?”.

In conclusione, dagli studi effettuati risulta che gli individui con disfunzioni sessuali presentano di solito dei patterns cognitivi diversi e connotati negativamente rispetto ai soggetti “sani” durante un’attività sessuale. Tali differenze suggeriscono che l’uso di tecniche cognitive possa apportare potenziali benefici al trattamento delle disfunzioni sessuali, quando non presenti cause di natura esclusivamente fisica.

Dott. Spinelli

Riferimenti:

– Nobre P., Pinto-Gouveia J. (2007). Cognitive Schemas Associated with Negative Sexual Events: A Comparison of Men and Women with and Without Sexual Dysfunction. Archives of Sexual Behavior 38, 842-851.

– Dove N., Weiderman, W. (2000). Cognitive distraction and women’s sexual functioning. Journal of Sex and Marital Therapy, 26, 67–78.

– Barlow D. (1986). Causes of sexual dysfunction: The role of anxiety and cognitive interference. Journal of Consulting and Clinical Psychology, 54, 140–148.

Articoli correlati

Implicazioni psico-sociali della disfunzione erettile: l’importanza dell’intervento psicoterapeutico

Implicazioni psico-sociali della disfunzione erettile: l’importanza dell’intervento psicoterapeutico

La disfunzione erettile è un disturbo sessuale definito come l’incapacità di raggiungere e mantenere un’erezione adeguata per un rapporto soddisfacente. Essa può avere un impatto ingente sulla qualità di vita di una persona, inficiando la dimensione emotiva e sociale del benessere individuale e di coppia.

Ipocondria e paura di essere malato: cos’è e fattori di mantenimento

Ipocondria e paura di essere malato: cos’è e fattori di mantenimento

L’ipocondria è un disturbo che può rientrare nello spettro dei disturbi di ansia, non a caso viene definita anche come ansia connessa allo stato di salute. La sua caratteristica principale è la convinzione di avere o di stare sviluppando una grave patologia senza avere una prova obiettiva derivante da una corretta valutazione medica che giustifichi una tale preoccupazione. Come si manifesta e cosa favorisce il suo mantenimento, rendendo difficile superarla?

Pensieri intrusivi disturbanti e pensieri normali: ci sono differenze?

Pensieri intrusivi disturbanti e pensieri normali: ci sono differenze?

Il pensiero umano, diversamente da quello che si può pensare, non è sempre lineare, logico ed orientato verso uno scopo o un compito. E’ stato dimostrato le intrusioni mentali indesiderate sono presenti nei soggetti sani e sono simili, tanto per forma quanto per contenuto, a quelle presenti nei soggetti clinici.
Quali sono le effettive differenze e perché, anche se così comuni, ci sono persone che soffrono più degli altri?

Gelosia patologica: distorsioni cognitive, processi meta-cognitivi ed interpersonali alla base

Gelosia patologica: distorsioni cognitive, processi meta-cognitivi ed interpersonali alla base

La gelosia può rappresentare un serio problema nei rapporti sentimentali, li contamina rendendoli fonti di ansia e tensione. La gelosia morbosa si caratterizza per la presenza di interpretazioni distorte, processi meta-cognitivi ed interpersonali che la generano ed alimentano, trasformandola in un catenaccio soffocante per entrambi i partner. Conosciamoli uno alla volta.

Il pensiero irrazionale è patologico? Normalità del ragionamento umano

Il pensiero irrazionale è patologico? Normalità del ragionamento umano

Secondo alcuni teorici del ragionamento il pensiero razionale è quella forma di pensiero che rispetta i principi della logica formale e della statistica. Ma davvero la normalità corrisponderebbe al pensiero razionale e la patologia, invece, a modalità di ragionamento irrazionali? Scopriamo la verità.

Fermare pensieri disturbanti e ricorrenti? La soppressione non funziona! Ecco alcune valide alternative

Fermare pensieri disturbanti e ricorrenti? La soppressione non funziona! Ecco alcune valide alternative

La mente dell’essere umano ha numerose potenzialità, ma presenta un serio inconveniente, quello di poter essere affollata da pensieri indesiderati. Può trattarsi di preoccupazioni, di paure, di previsioni, di ricordi drammatici, resta il fatto che risulta molto frustrante sapere che non possiamo spegnerli con troppa facilità a nostro piacimento.

Il bias di conferma: esempi, cause, conseguenze psicosociali e strategie di gestione

Il bias di conferma: esempi, cause, conseguenze psicosociali e strategie di gestione

Il bias di conferma è un pregiudizio cognitivo in base al quale si prediligono le informazioni che confermano le proprie convinzioni o ipotesi preesistenti, scartando o ignorando invece le prove contrarie alle idee di partenza. E’ molto importante riconoscerlo e cercare di gestirlo correttamente perché può avere effetti negativi, se non persino devastanti sul piano psicologico e sociale.

La gelosia morbosa: psicopatologia e rischi associati

La gelosia morbosa: psicopatologia e rischi associati

La gelosia morbosa fa riferimento ad un insieme di emozioni e pensieri irrazionali, associati a comportamenti estremi o inaccettabili, in cui il tema dominante è la preoccupazione per l’infedeltà sessuale del partner basata su evidenze infondate. La gelosia morbosa può assumere la forma di deliri, ossessioni e idee prevalenti. 

Ansia e dimensione del pene: più grande equivale a migliore?

Ansia e dimensione del pene: più grande equivale a migliore?

Le rappresentazioni mediatiche della sessualità tendono a diffondere e perpetuare il concetto che “più grande è, meglio è”. Il bias (distorsione) delle dimensioni è dovuto, almeno in parte, ai messaggi culturali che equiparano la grandezza del pene a mascolinità, abilità o valore sessuale. La grandezza del pene è realmente importante per l’eccitazione e la soddisfazione di una donna?

Fermare le ossessioni: suggerimenti

Fermare le ossessioni: suggerimenti

Le ossessioni sono pensieri intrusivi e ricorrenti, immagini o impulsi vissuti come indesiderabili da un individuo che possono interferire con la vita quotidiana. Tuttavia, ci sono delle strategie per cercare di alleviare il peso di quei pensieri nei momenti in cui si crede di non riuscire a trovare un minimo momento di tranquillità mentale.