Come il dolore emotivo può essere peggiore di quello fisico

Come il dolore emotivo può essere peggiore di quello fisico

Si tende a monitorare il proprio corpo e la salute fisica molto più di quanto si faccia con la salute emotiva.
Pensandoci, se può essere comune svolgere controlli fisici annuali, l’idea di effettuare un “controllo psicologico” è del tutto estranea, se non considerata inutile.

Si è ben consapevoli che un taglio, quando col tempo diventa doloroso ed arrossato, indica un’infezione.
Invece, ad esempio, quando si è lasciati dal proprio partner è più difficile rendersi conto che un dolore correlato a tale evento, se permanente ed invalidante, può aver generato una vera e propria depressione.

La realtà è che la maggior parte delle persone tende a reagire al dolore fisico molto più attivamente di quanto faccia con il dolore emotivo.
Eppure, a meno che non si tratti di gravi lesioni o serie malattie, il dolore emotivo può avere conseguenze sulla propria esistenza ben più importanti di quanto non faccia il dolore fisico.

Come mai il dolore emotivo può essere più problematico di quello fisico?

  1. I ricordi sono in grado di riattivare il dolore emotivo, difficilmente il dolore fisico

Se dovessimo ricordarci del momento in cui ci si è fatti male ad una gamba, non si sentirebbe dolore alla gamba. Ma se si ricorda della perdita di una persona cara, o del rifiuto da parte della persona amata, o della perdita del lavoro, è molto probabile che si possa rivivere quel doloroso evento emotivo. La nostra capacità di evocare il dolore emotivo semplicemente ricordando eventi dolorosi è profonda e si pone in netto contrasto con la nostra totale incapacità (fortunatamente) di rivivere il dolore fisico.

  1. Il dolore fisico come strumento di distrazione

Ci sono persone che usano il dolore fisico come distrazione dal dolore emotivo, mentre non accade il contrario. 
Alcuni adolescenti (e non solo) si procurano dei tagli o delle bruciature sulla pelle per distogliersi dalla sofferenza emotiva. Allo stesso tempo, nessuno rievoca un’esperienza emotivamente dolorosa per non pensare ad un dolore fisico.  

  1. La sofferenza fisica è associata a maggiore empatia

La sofferenza fisica genera più empatia verso gli altri rispetto al dolore emotivo. Se si vede uno sconosciuto fare un incidente con la moto, si sussulta e si tende a correre per vedere cosa possa essergli accaduto.
Se invece si assiste a dei ragazzi che bullizzano un coetaneo, è meno probabile che si scatti a difendere la vittima e verificare le sue condizioni.
Questo non è una regola generale, ma da alcune ricerche emerge che gli esseri umano tendono a sottostimare la sofferenza emotiva degli altri rispetto al dolore fisico.
Inoltre, si prova più empatia nei casi di sofferenza emotiva solo se personalmente è stata vissuta un’esperienza simile a quella altrui.

  1. Il dolore emotivo lascia impronte nella nostra memoria, mentre questo non accade in modo incisivo per il dolore fisico

Se si riceve l’inattesa notizia della morte di una persona cara mentre si è al cinema, ci vorrà tanto tempo affinché non si provi tristezza nel tornare in quello stesso luogo. Mentre se ci si fa molto male durante una partita a calcetto, dopo un’iniziale timore si è più propensi a tornare in campo.
Il dolore fisico di solito lascia pochi echi in memoria (a meno che la circostanza della ferita non sia emotivamente traumatica), mentre il dolore emotivo lascia numerosi richiami e associazioni che riattivano il dolore quando riviviamo certe circostanze.

  1. Il dolore emotivo può danneggiare l’autostima e la salute mentale a lungo termine, cosa che raramente è in grado di fare il dolore fisico

Una sofferenza fisica deve essere particolarmente traumatica per influenzare la personalità e danneggiare la salute mentale. Diversamente, anche singoli episodi di dolore emotivo possono danneggiare il proprio equilibrio psicologico.
Ad  esempio, essere bocciati ad un esame può creare ansia e paura di fallire; un rifiuto o una rottura amorosa può portare ad anni di evasione e solitudine; il bullismo può rendere timidi e introversi; un capo molto critico può danneggiare la stima di sé negli anni a venire.

Quanto sopra descritto deve spingerci a riflettere quanto sia importante interessarsi della propria salute emotiva e come dovremmo attivarci per tutelarla tanto quanto facciamo per quella fisica.

Dott. Spinelli