Apatia e depressione: parliamo della stessa cosa? Differenze sintomatologiche e ricadute terapeutiche

Apatia e depressione: parliamo della stessa cosa? Differenze sintomatologiche e ricadute terapeutiche

Tradizionalmente quando si parla di apatia si parla anche di depressione.

Alcuni dei sintomi della depressione sono comuni ad una sindrome apatica: riduzione di interesse, rallentamento psicomotorio, fatica e perdita di insight. Diversi studi hanno infatti dimostrato come l’apatia correli positivamente con alti punteggi ottenuti a scale di valutazione della depressione.

Tuttavia va precisato che non tutti i soggetti apatici sono depressi.

Purtroppo la nomenclatura tradizionale e le comuni misure diagnostiche (si pensi al DSM o alla classica Hamilton Rating Scale for Depression) non aiutano in questa distinzione, considerando l’apatia come un mero aspetto della depressione.

Accade, infatti, che punteggi che segnalano un umore depresso ad una scala sulla depressione sono in realtà attribuibili ad item che si riferiscono esclusivamente ad una sindrome apatica. Nel momento in cui questi item vengono eliminati, il tono dell’umore non risulterebbe più depresso, oppure, come dimostrato da varie ricerche, la correlazione positiva tra scale specifiche sull’apatia e scale sulla depressione scompare.

In uno studio con tomografia ad emissione di positroni condotta su pazienti affetti da Alzheimer, in cui è stato possibile distinguere tra soggetti “apatici” e pazienti “depressi”, sono state individuate specifiche differenze metaboliche: i soggetti “apatici” mostravano un ipometabolismo del glucosio nelle regioni orbitofrontali sinistre, mentre i soggetti “depressi” un ipometabolismo nelle regioni prefrontali dorsolaterali.

Inoltre, secondo dati provenienti da altre studi, i trattamenti antidepressivi con serotoninergici se da un lato migliorano il tono dell’umore, dall’altro incrementano i sintomi apatici, considerati a fine terapia “sintomi residui di depressione”.

Apatia e depressione possono essere, dunque, disturbi separati e distinti  per sintomi e regioni cerebrali coinvolte.

Cos’è l’apatia e cosa la differenzia dalla depressione?

 

L’apatia è definita uno stato di assenza di motivazione caratterizzata da:

  • una riduzione del comportamento orientato ad uno scopo (riduzione dell’iniziativa, dipendenza da altri nella strutturazione delle attività)
  • una riduzione della cognizione orientata ad uno scopo (perdita di interesse rispetto a nuove cose od esperienze, perdita di preoccupazione verso problemi personali)
  • appiattimento emotivo (emotività inalterabile, perdita di risposta emozionale ad eventi negativi o positivi)

I sintomi causano un distress clinicamente significativo ed una compromissione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti, e non sono attribuibili a distress emotivo, declino cognitivo o ridotto livello di coscienza.

Diversamente, la depressione coinvolge un considerevole distress emozionale come è evidenziato dalla presenza di pianto, tristezza, ansia, agitazione, insonnia, senso di impotenza e disperazione, pensieri di morte. Questi sintomi non sono presenti, invece, nella sindrome apatica che può presentarsi anche in assenza di un umore depresso.

Se l’apatia condivide con la depressione la perdita di interesse, di energia, di insight ed un generico rallentamento psicomotorio, se ne distingue per la presenza specifica di indifferenza, ridotta motivazione e iniziativa e per l’assenza di altri sintomi tipici di un quadro depressivo come senso di impotenza, inutilità e mancanza di speranza (vedi immagine sottostante).

Queste puntualizzazioni sono importanti per evitare interventi terapeutici poco efficaci, se non proprio errati, supportati da diagnosi incerte che confondono quadri apatici con quadri depressivi.

Ad esempio, alla luce del fatto che depressione ed apatia sono associati a patterns neurali differenti (la depressione prevalentemente a circuiti serotoninergici, l’apatia a circuiti dopaminergici), da un punto di vista farmacologico gli antidepressivi serotoninergici migliorano il tono dell’umore ma possono peggiorare l’apatia, mentre farmaci dopaminergici hanno buoni effetti sui sintomi apatici, risultando invece inefficaci sul tono dell’umore.

Sul piano non farmacologico, in particolare psicoterapeutico adottando una prospettiva cognitivo-comportamentale, l’intervento dovrebbe mirare alla stimolazione di nuovi e graduali interessi, all’introduzione di nuove fonti di piacere, all’ampliamento delle opportunità di socializzazione nonchè ad una riattivazione comportamentale, piuttosto che centrarsi sulla ristrutturazione di quelle cognizioni negative su di sé, sul mondo e sul futuro che sono tipicamente dominanti nel paziente depresso.

Dott. Spinelli

Riferimenti:

– Marin R.S. (1991). Apathy: a neuropsychiatric syndrome. Journal of Neuropsychiatry and Clinical Neurosciences, 3, 243-254.

– Marin R.S., Fogel B.S., Hawkins J. et al (1995). Apathy: a treatable syndrome. Journal of Neuropsychiatry and Clinical Neurosciences, 7, 23-30.

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